È forse la statua più antica di Castrofilippo quella della Madonna delle Grazie, custodita nella Chiesa Madre. Il simulacro ha risentito del tempo trascorso, ma da ieri ha ritrovato la sua originaria bellezza grazie alla donazione di una fedele che ne ha consentito il restauro. Per salutare questo evento, la comunità ecclesiale si è raccolta in una manifestazione promossa dal Kiwanis club di Canicattì.
Udienza preliminare stamani nell’ambito dell’inchiesta antidroga “Overdose”, dal nome dell’operazione eseguita dai carabinieri nel luglio del 2009 tra Canicattì, Camastra, Naro, Castrofilippo e San Cataldo. Undici indagati saranno giudicati con il rito ordinario. Solo due, i canicattinesi Maurizio Li Calzi e Antonio Parla, hanno optato per il rito abbreviato. Sempre due sono gli indagati che hanno chiesto invece l’applicazione della pena su richiesta delle parti.
Rimane in carcere Gioacchino Cinquemani, il macellaio castrofilippese di 49 anni, arrestato martedì scorso dai carabinieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi da fuoco con matricola abrasa, e detenzione illegale di munizioni. Il giudice per le indagini preliminari non ha accolto l’istanza della difesa di Cinquemani che chiedeva una misura meno afflittiva. Si preannuncia adesso ricorso al tribunale della libertà.
Ha spiegato al giudice di non avere niente a che fare con la marijuana sequestrata perché conservata in un terreno che è confinante ma non è suo. Gioacchino Cinquemani, il macellaio di Castrofilippo, arrestato dai carabinieri martedì scorso anche per detenzione illegale di arma e munizioni, è stato interrogato stamani dal gip Alberto Davico, alla presenza del suo avvocato Lillo Sferrazza.
Riparte da zero il processo antimafia “Agorà” per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario. È stata infatti accolta la richiesta di ricusazione per l’incompatibilità del giudice Antonina Sabatino, già presidente del collegio che emise la sentenza di primo grado al processo “Alta Mafia”, inchiesta dalla quale poi scaturì il blitz sugli interessi mafiosi attorno al centro commerciale di Castrofilippo. Alle battute finali è invece il processo con il rito abbreviato.
Doppio impatto per la Fiat Punto guidata da un grottese di 29 anni sabato sera lungo la strada statale 640 tra Racalmuto e Castrofilippo. L’esatta dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia stradale di Agrigento, ma di certo l’automobile del giovane, che viaggiava verso la città dei templi, si è dapprima scontrata con una Ford Fiesta e poi contro una Ford C Max che non ha potuto evitare la carambola della vettura del grottese.
Un primo sentore che la pentola era da scoperchiare i carabinieri l’avevano avuto due notti fa con il servizio di controllo straordinario del territorio eseguito tra Racalmuto, Grotte e Castrofilippo. Per quest’ultimo paese stanotte sono arrivati rinforzi anche da Sciacca e da Licata. La compagnia di Canicattì, coordinata dal capitano Diego Polio, ha così potuto concretizzare quei sospetti finora alimentati dalle indagini della stazione e da qualche lettera anonima arrivata in caserma.
Una cava abusiva per diverse migliaia di metri è stata sequestrata dai carabinieri tra le campagne a monte di Castrofilippo. Il sito era stato individuato dai militari dell’Arma nei giorni scorsi, ma per il blitz si è temporeggiato con lo scopo di far arrivare sul posto i mezzi che in questi mesi hanno solcato il rilievo. Obiettivo centrato con la denuncia di un camionista favarese di 48 anni, che adesso dovrà rispondere di violazione delle norme speciali sulla gestione ed estrazione di materiale da cave naturali.
È al vaglio della polizia stradale di Caltanissetta la probabile dinamica che ha causato l’ennesimo incidente lungo la statale 640. Sul tratto nisseno di contrada Giulfo, implicati nel sinistro, questa mattina, intorno alle 9, sono rimasti quattro veicoli: tre camion e una berlina. Si tratta esattamente di una Bmw 3,20, di un autoarticolato, di un euro cargo e di un Iveco Daily. Proprio il conducente di quest’ultimo mezzo ha riportato i danni maggiori.
Fermo da gennaio, spera di fare meglio del suo ultimo tempo personale di 1,12 e 29, l’atleta canicattinese Maurizio La Licata che domenica prossima sarà impegnato a correre la Roma-Ostia, la maratonina più antica d’Italia che abbraccia un tracciato di 21 chilometri e 100. Alla gara partecipano oltre 12mila corridori, ma La Licata punta a rientrare tra i primi 50.
Sono stati tutti scarcerati i sei castrofilippesi della comunità dei caminanti implicati nell’operazione dell’Arma eseguita venerdì scorso. Davanti al giudice torneranno il prossimo primo marzo quando, come è stato preannunciato dal loro legale l’avvocato Lillo Sferrazza, formalizzeranno la scelta del procedimento: alcuni patteggeranno la pena mentre altri saranno giudicati col rito abbreviato.
Controllo straordinario del territorio ieri tra Castrofilippo, Racalmuto e Grotte. I carabinieri della Compagnia diretta dal capitano Diego Polio hanno eseguito vari posti di blocco e perquisizioni alla ricerca di droga e armi. Ad un pensionato 64enne di Racalmuto sono state trovate una cinquantina di cartucce non denunciate. L’uomo è stato deferito a piede libero.
Stop all’erogazione idrica in sette Comuni dell’agrigentino. Da ieri a Grotte, Canicattì, Racalmuto, Campobello di Licata, Ravanusa, Castrofilippo e Naro è interrotta la fornitura idrica a causa di una rottura al tratto della condotta di adduzione che attraversa contrada Gilferraro, a Casteltermini. Secondo quanto previsto da Siciliacque, la fornitura sarà ripristinata entro le 17 di giovedì prossimo, al termine delle operazioni di lavaggio e riempimento della condotta.