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Sentenza "Grande Mandamento". I Risvolti
Cronaca
Venerdì 03 Luglio 2009 16:01
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sentenza Oltre all’assoluzione confermata per il canicattinese Roberto Ferro, la condanna a 7 anni di carcere per Alessandro Farruggio di Montedoro, e la diminuzione di pena a 6 anni di reclusione per Salvatore Martorana di Casteldaccia e Gioacchino Ferro di Canicattì, è un altro dato del dispositivo ad interessare il collegio difensivo dei Ferro all’indomani della sentenza di secondo grado al processo “Grande Mandamento” che si è celebrato al Tribunale di Caltanissetta.

 

La Corte d’Appello ha infatti ritenuto che sulla posizione di Gioacchino Ferro vada applicata la vecchia legge antimafia e non le disposizioni approvate dal Parlamento nel dicembre del 2005 e quindi successivamente all’operazione dei carabinieri di Caltanissetta che scattò il 9 marzo dello stesso anno. Le vecchie norme prevedono un abbassamento dei termini di custodia cautelare che potrebbero rimettere in libertà anche il fratello dell’assolto.

La difesa è cauta, perché produrre l’istanza alla Corte d’Appello a un anno e mezzo dalla conclusione naturale della pena comminata ieri per concorso esterno in associazione mafiosa è una valutazione che merita attenzione. Già in primo grado, il dibattimento si protrasse a lungo, con l’escussione di numerosi testi, dagli investigatori e pentiti dell’ultima ora, fino a sfiorare la decorrenza dei termini di custodia cautelare per tutti e 4 gli imputati. Rischio ancora più consistente quando gli avvocati difensori avanzarono la presunta incompatibilità per un giudice già espressosi in un altro procedimento simile.

L’istanza fu rigettata e così il processo si avviò, dopo le richieste del pm e le arringhe della difesa, a sentenza. Tra meno di tre mesi, si conosceranno le motivazioni del verdetto di secondo grado. Solo allora accusa e difesa valuteranno di ricorrere in Cassazione. I 4 imputati sono stati arrestati più di 4 anni fa perché ritenuti i collettori del boss corleonese allora latitante Bernardo Provenzano, tramite messaggi cartacei portati da una punta all’altra della Sicilia.



 

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