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Il Cga è per la demolizione della villa di Sodano
Cronaca
Giovedì 06 Agosto 2009 14:47
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Demolizione eccellente ad Agrigento e non in contrada Consolida ma a Maddalusa. Il consiglio di giustizia amministrativa ha revocato la sospensione dell’ingiunzione di abbattimento dell'immobile abusivo riconducibile all’ex sindaco Calogero Sodano.

La Sovrintendenza ai beni culturali, già dopo la condanna di Sodano, il 31 luglio del 2006, in primo grado, ad 1 anno e 11 mesi per truffa aggravata, falso ideologico, abuso di ufficio e abusivismo edilizio, aveva diffidato l'ex senatore a procedere alla demolizione della villa costruita nel parco archeologico della Valle dei Templi.

Il tribunale amministrativo regionale si era espresso a favore di Sodano, ma in giudizio non si era costituita Legambiente che ha impugnato la sentenza al Cga. I giudici di secondo grado hanno così ribaltato il parere del Tar. Legambiente notificherà adesso la decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa alla Sovrintendenza di Agrigento che darà il via libera alle ruspe per abbattere l’immobile nato, secondo l’accusa, dall’ampliamento di un ovile.

Incontenibile la soddisfazione dell’avvocato Giuseppe Arnone di Legambiente che molto probabilmente questo fine settimana incontrerà i giornalisti in una conferenza. La notizia, anche se aleggiava da prima di oggi, non ha incassato il commento della difesa di Sodano, rappresentata dall’avvocato Girolamo Rubino. Tra Rubino e Arnone, nel corso delle udienze al Cga, più volte si sono scontrati i diversi punti di vista. Rubino arrivò a produrre il certificato di morte della originaria titolare, Clelia Aiazzi suocera del politico agrigentino, chiedendo al Consiglio l’interruzione del processo con il mantenimento della sospensione.

Arnone si oppose però sottolineando che la Aiazzi morì nel 2004 e quindi ben tre anni prima che la Sovrintendenza emettesse l’ordinanza di demolizione e Rubino provvedesse ad impugnarla presso il TAR. I due legali inoltre consegnarono al CGA il dispositivo della sentenza della Corte d’Appello di Palermo. I reati di falso, truffa ed abuso, dei quali era accusato Sodano, furono prescritti.

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