Gli agricoltori siciliani che ieri hanno bloccato il porto di Palermo hanno interrotto momentaneamente la protesta. I 70 mezzi che hanno presidiato lo scalo portuale, di cui circa 50 trattori ma anche camion, furgoni e perfino un camper, nel pomeriggio di ieri si sono rimessi in marcia e sono tornati alla base. Canicattì, Santa Margherita Belice, Cianciana, Sant’angelo Muxaro, Aragona e Naro, questi i paesi della provincia di Agrigento
che hanno avuto loro rappresentanti alla manifestazione che si è svolta nell’area portuale di Palermo ma anche durante la protesta nazionale che ha avuto luogo il 16 novembre scorso a Roma, in piazza Venezia e che ha visto la partecipazione di 6.000 persone provenienti da tutta Italia.
Un grido d’aiuto, dunque, si leva alto dai campi, un grido che chiede più opportunità, meno burocrazia e aiuti per superare un momento di crisi produttiva e di mercato senza precedenti nella storia agricola e commerciale non solo della Sicilia ma anche di altre regioni Italiane. Questo, dunque, è il messaggio lanciato dal settore dell’agricoltura sempre più pressato da incombenze, documentazioni da fornire, costi esosi e vari tipi di adempimenti che si trasformano in un gravoso fardello sempre più pesante e difficile da sostenere.
Le aziende agricole, infatti, si trovano di fronte a numerosi problemi, uno fra tutti il costo di raccolta, che per ogni singolo prodotto portato a maturazione è di gran lunga superiore al prezzo pagato dal grossista. A questo vanno ad aggiungersi i costi delle macchine, dei fertilizzanti, e di tutta l’attività lavorativa. Gli agricoltori siciliani, dunque, ieri mattina, al fine di essere ascoltati da chi di dovere, sono giunti a Palermo ed hanno trovato un grosso spiegamento di forze dell’ordine ad attenderli.
Circa 50 motociclette e più di 15 autovetture della Polizia erano già nei pressi del molo per tenere sotto controllo la situazione. Gli agricoltori siciliani, sbarcati con i loro mezzi dalla nave partita da Civitavecchia, si sono limitati a sostare nell’area impedendo agli autotrasportatori non aderenti alla protesta di mettersi in marcia e non consentendo ai turisti di allontanarsi dalle navi da crociera attraccate.
Dopo aver incontrato i giornalisti i manifestanti hanno deciso di interrompere la contestazione e seguendo le direttive della polizia, nel primo pomeriggio si sono allontanati uno alla volta con partenze scaglionate ogni 10 minuti ma senza scorta. Gli ultimi mezzi sono rientrati alle 23.30. Intanto il rappresentante regionale del comitato spontaneo degli agricoltori di Sicilia, Pino D’Angelo di Cianciana, ha già annunciato che presto verranno intraprese altre iniziative.
L’obiettivo è quello di far recepire questo segnale d’allarme a Stato e Regione, rei di non interessarsi a sufficienza di un problema che rischia di creare gravi conseguenze all’economia dell’intera nazione.

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