Quattro dibattimenti, sei patteggiamenti e altrettanti riti abbreviati. È questo il risultato dell’udienza preliminare per i 16 indagati dell’operazione “Night White”, eseguita dalla Guardia di Finanza all’inizio del 2009 tra Licata, Palma di Montechiaro, Canicattì, Naro, Mazara del Vallo e Palermo. I canicattinesi coinvolti sono Gioacchino Amato e i fratelli Maurizio ed Alessandro Li Calzi.
Quest’ultimo ha patteggiato la pena a tre anni e quattro mesi di reclusione, mentre gli altri due hanno scelto di essere giudicati con il rito alternativo. La sentenza, in questo caso, potrebbe già conoscersi nel corso della prossima udienza fissata per il 10 febbraio. Il 12 febbraio invece inizierà il processo con il rito ordinario. L’applicazione della pena su richiesta delle parti si è avuta anche per il palmese Francesco Bonsignore, al quale il gup ha inflitto due anni e 10 mesi, mentre godrà della sospensione condizionale della pena il narese Geroivano Troisi, condannato a un anno e due mesi.
Il pubblico ministero è Andrea Bianchi. Fra gli imputati, anche un romeno che aveva il compito di reclutare delle connazionali da destinare al mercato della prostituzione. Secondo quanto accertato dalle indagini della guardia di finanza, durate più di due anni, i clienti che acquistavano la droga dalla presunta organizzazione avevano uno "sconto" sulle tariffe praticate dalle prostitute. Gli indagati riuscivano a spacciare anche un chilo di cocaina ed hashish alla settimana, per un valore annuo di affari di oltre 500 mila euro.
Nel corso del blitz sono stati sequestrati oltre 5 chilogrammi di cocaina ed hashish e due autovetture. Nel corso delle indagini 38 sono state le persone complessivamente denunciate e 18 gli assuntori segnalati alla Prefettura. Le indagini sono state avviate dalla Guardia di finanza di Licata nel 2006 quando è stato notato che in città c'era un anomalo proliferare di night club, utilizzati sia per lo sfruttamento della prostituzione di ragazze provenienti dall'Est che per lo spaccio di cocaina ed hashish.
Il primo arresto venne effettuato proprio nel 2006 quando in un night di Licata vennero rinvenuti, nascosti tre metri sotto terra, 250 grammi di cocaina, 28 di marjiuana e 70 grammi di sostanza da taglio, oltre che 7 mila euro. L'inchiesta è stata portata avanti con pedinamenti, appostamenti ed intercettazioni ambientali e telefoniche nonostante i soggetti coinvolti parlassero in codice. La cocaina, ad esempio, veniva chiamata "Bmw" mentre la cilindrata indicata era la quantità richiesta; per l'hashish usavano, invece, il termine di "maglietta".

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