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Sicilia nella morsa dell’usura
Cronaca
Martedì 19 Gennaio 2010 16:02
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soldiAll’indomani dell’operazione antiusura “Easy money”, si apre un momento di riflessione sui siciliani esposti all’indebitamento. Il ricorso agli strozzini nell’isola è sempre crescente proprio in questo delicato periodo di crisi economica. Un terzo delle imprese cadute nella rete del “prestito a strozzo”, avrebbe la propria attività nell’Isola. Sono alcune delle osservazioni fornite da Rosanna Montalto, responsabile dello Sportello per la Legalità della Camera di Commercio di Palermo.

Da reato sommerso e, quasi, meno rilevante rispetto all’estorsione, l’usura è diventata, oggi, un  fenomeno di massa a cui  imprese e  famiglie ricorrono con sempre maggiore frequenza, perché esposte ad un progressivo e vertiginoso calo della liquidità. La categoria di imprese vittima dell’usura è quella delle piccole, piccolissime aziende, commerciali ed artigianali. Il loro indebitamento medio si aggira attorno ai  40, 50 mila euro, secondo i dati statistici dell’Associazione Contribuenti.it.

La causa del ricorso al prestito “in nero” da parte del piccolo imprenditore siciliano è legata alle ormai storiche difficoltà di accesso al credito bancario. Il dato preoccupante, non sta solo nell’aumento del ricorso all’usura, ma anche nel progressivo calo delle denunce. La Sicilia è la regione del Sud con il minor numero di denunce, ( 4° posto rispetto a Molise, Campania e Calabria). La nostra Isola occupa la quarta posizione anche come rischio usura che vede al primo posto la Campania (+73%), mentre in Sicilia si è registrato un + 43%. Nell’ultimo anno sono anche cresciute le pratiche di erogazione degli aiuti a favore delle vittime di usura siciliane.

Nel 2009 il Comitato Nazionale Antiusura ha deliberato 26 pratiche per un totale di quasi tre milioni di euro. Nel 2008 ne erano state approvate 13. Dalla denuncia, all’erogazione degli aiuti economici però, trascorrono, in media, tre anni, a cui si aggiunge la sospensione dei vantaggi fiscali previsti dalla legge 44/99 per chi viene riconosciuto vittima e beneficiario dei Fondi di Solidarietà che, però, vengono erogati a saldo solo dopo la fine del procedimento giudiziario. Si crea così un circolo vizioso che rischia di mettere l’imprenditore in serie difficoltà finanziarie perché, materialmente, ha diritto ai fondi, ma, concretamente, non li riceve in tempi brevi.



 

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