La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha condotto un’operazione finalizzata al sequestro di beni per 10 milioni di euro riconducibili a Vincenzo La Placa, pluripregiudicato oggi defunto e collegato ad ambienti mafiosi. Più collaboratori di giustizia hanno qualificato La Placa come un “cane sciolto” che, pur non appartenendo a nessuna famiglia, ha tenuto rapporti affaristici con gli altri ambienti malavitosi.
L’operazione patrimoniale si chiama “cane sciolto” proprio per questo motivo. Il patrimonio in questione, immobili tra cui 2 ville di lusso, terreni per 250 ettari, 2 aziende agricole, una società di vendite all’ingrosso, quote e partecipazioni societarie, conti correnti e disponibilità finanziarie, decine di mezzi e macchine agricole, 200 capi di bestiame e 50 tonnellate tra seminativi e mangimi, è stato sequestrato alle eredi Maria Antonietta Dell’Edera e Katia La Placa. Le indagini hanno anche evidenziato rapporti tra quest’ultima e Tony Ciavarello, marito di Maria Concetta Riina, figlia del capo di Cosa Nostra Salvatore Riina. Ciavarello, infatti, risultava sempre presente nell’azienda “La Placa” di Resuttano. L’operazione è stata eseguita insieme al Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata e al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma. I beni sequestrati sono situati nelle provincie di Palermo, Caltanissetta, Enna, Napoli e Monza-Brianza.
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