Il ministero delle Politiche agricole ha dichiarato “l’esistenza del carattere di eccezionalità per la tromba d’aria del 24 settembre scorso nei comuni di Agrigento, Favara, Grotte, Licata, Naro, Palma di Montechiaro e Racalmuto”. Sulla base di ciò, le aziende interessate potranno accedere alla concessione di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture, previa presentazione di domanda di intervento da presentare all’ispettorato provinciale Agricoltura entro fine marzo.
Anche l’amante dell’assassina del camastrese Francesco Gambacorta va processato. A chiederlo è la procura di Agrigento che ha chiesto il rinvio a giudizio per il favarese Calogero Arnone. Il delitto sarebbe maturato nell’ambito di un triangolo amoroso. Al centro ci sarebbe stata una donna, la casalinga favarese Giusy Attardo, 42 anni, nel frattempo condannata per l’omicidio a quindici anni di carcere con sentenza definitiva.
Pomeriggio denso di incontri quello trascorso ieri in provincia di Agrigento dal Presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Le visite del Governatore sono iniziate da Favara a poco più di un mese dalla tragedia di via del Carmine. Alla famiglia Bellavia, Lombardo ha fatto una visita privata per esprimere cordoglio e dare speranza e forza. Lombardo, accompagnato dal sindaco Domenico Russello, l’assessore Luigi Gentile e il deputato regionale Nino Bosco
Si è tenuto ieri pomeriggio, al Palazzo di Giustizia di Agrigento, l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati sette canicattinesi e un favarese per violenza sessuale nei confronti di una psicolabile di 16 anni. La ragazza ha confermato al gip Alberto Davico le accuse mosse ai presunti bruti, che hanno un’età tra i 23 e i 49 anni. Il contraddittorio tra le parti avrà valore di prova al processo.
Riparte da zero il processo antimafia “Agorà” per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario. È stata infatti accolta la richiesta di ricusazione per l’incompatibilità del giudice Antonina Sabatino, già presidente del collegio che emise la sentenza di primo grado al processo “Alta Mafia”, inchiesta dalla quale poi scaturì il blitz sugli interessi mafiosi attorno al centro commerciale di Castrofilippo. Alle battute finali è invece il processo con il rito abbreviato.
Tre arresti sono stati eseguiti ieri dai carabinieri a Favara in due distinte operazioni. Per il ripristino di un ordine di carcerazione è stato trasferito nell’istituto penitenziario di Agrigento, Nicola Cusumano, 36 anni, che dovrà scontare 5 mesi e 10 giorni di reclusione. In flagranza del reato di furto aggravato sono stati invece arrestati Giuseppe Matina e Lorenzo Cardile, disoccupati di 39 e 26 anni.
I carabinieri della Tenenza di Favara coadiuvati da due unità cinofile hanno scoperto nell’abitazione di un giovane di Realmonte, Alessandro Salemi di 20 anni, 415 grammi di droga, 52 grammi di cocaina, 52 grammi di mannite, solitamente utilizzata per il taglio della sostanza stupefacente, un bilancino di precisione e 3 taglierini. Salemi è stato arrestato.
Inquietante avvertimento al presidente dell'associazione di volontari "Operatori di sicurezza" di Favara. All’uomo sono state danneggiate le gomme della sua auto, una Renault Megane, utilizzata, tra l’altro, per accompagnare la famiglia Bellavia all'ospedale dei Bambini a Palermo, dove si trovava ricoverato Giovanni, il loro terzo figlio miracolosamente scampato al crollo della palazzina della zona del Carmine.
Giro di vite a Canicattì per i residenti abusivi degli alloggi popolari. Il Comune guarda ai circa mille appartamenti costruiti dallo Iacp per dirottare in essi gli abitanti di Borgalino che vivono in case inagibili. L’effetto Favara dunque si fa sentire anche a Canicattì, e la strategia del Comune è stata delineata stamani nel corso di una conferenza di servizi alla quale hanno preso parte le forze dell’ordine.
Ad un mese dalla tragedia di Favara, costata la vita alle due sorelle Bellavia, morte sotto le macerie della propria abitazione, il deputato regionale del Pd, Giovanni Panepinto ha depositato un’interrogazione per capire quali siano i progetti per il centro storico di Favara, dove le demolizioni continuano senza un chiaro disegno e cosa di concreto sarà fatto per la famiglia colpita dalla grave disgrazia.
Sette canicattinesi e un favarese sarebbero coinvolti in un torbido intreccio di violenza sessuale che avrebbe come vittima una minorenne originaria della provincia di Trapani, residente però a Canicattì. La ragazza, che per riservatezza chiameremo col nome fittizio di Valeria, oggi ha 16 anni, ma ne aveva 15 quando nel dicembre del 2008 finì protagonista di una squallida vicenda sulla quale la magistratura ha aperto solo da pochi mesi un fascicolo d’indagine.
È stato dimesso dall’ospedale Di Cristina di Palermo, Giovanni Bellavia, il favarese di 11 anni, scampato al crollo dell’abitazione nella zona del Carmine. Il piccolo Bellavia vive in casa di uno zio dove la sua famiglia si è momentaneamente trasferita dopo il crollo. Prima di lasciare l’ospedale i medici del reparto di neuropsichiatria infantile gli hanno comunicato la perdita delle due sorelline.
I carabinieri della Compagnia di Agrigento, diretti dal capitano Giuseppe Asti, e quelli del Nucleo ispettorato del lavoro, hanno effettuato numerosi controlli a cantieri edili operanti nel capoluogo ed hanno segnalato in stato di libertà alla procura della Repubblica di Agrigento sei imprenditori, tra i 24 e i 37 anni, residenti a Favara, Agrigento e Ravanusa. L’operazione ha consentito di esaminare le posizioni lavorative di 27 operai, 2 dei quali sono risultate essere irregolari.