Era stato trovato dai poliziotti di Licata a picchiare la madre 60enne nonostante il gip, con un’ordinanza, glielo aveva vietato. Si aggrava adesso la posizione di Giacomo Ripellino, pregiudicato di 32 anni, sul quale adesso è stato emesso il divieto di dimora in provincia di Agrigento. L’indagato per maltrattamenti in famiglia dovrà scegliersi una residenza oltre i confini dell’agrigentino.
Il ministero delle Politiche agricole ha dichiarato “l’esistenza del carattere di eccezionalità per la tromba d’aria del 24 settembre scorso nei comuni di Agrigento, Favara, Grotte, Licata, Naro, Palma di Montechiaro e Racalmuto”. Sulla base di ciò, le aziende interessate potranno accedere alla concessione di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture, previa presentazione di domanda di intervento da presentare all’ispettorato provinciale Agricoltura entro fine marzo.
Momenti di tensione ieri mattina al Comune di Licata. Ricevuto dal vice sindaco per un sussidio, un indigente licatese di 40 anni, ad un certo punto, ha scagliato un pugno contro una vetrata, ha preso un frammento di vetro, se l’è portato alla gola e ha minacciato il suicidio. A far cambiare idea all’uomo sono stati i poliziotti che, dopo un colloquio di dissuasione, hanno riportato la calma.
Il GIP di Agrigento Stefano Zammuto ha disposto la scarcerazione dei due giovani arrestati lunedí dai carabinieri di Licata per un conflitto a fuoco avuto con i militari dell’Arma. Accolte, pertanto, le istanze difensive degli avvocati Calogero Meli, che assiste Maurizio Brancato, e Ignazio Valenza e Nino Casalicchio che assistono Giuseppe Mantegna. Agli indagati è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora a Campobello e a Ravanusa, città in cui risiedono rispettivamente Brancato e Mantegna.
La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione aggravata in concorso del sindaco di Licata, Angelo Graci, dell'ex assessore comunale ai Servizi sociali, Tiziana Zirafi, dell'ex vice presidente del Consiglio comunale, Nicolò Riccobene, e dell'impresario di spettacoli Carmelo Napolitano a conclusione dell'inchiesta sul pagamento di una presunta tangente per l'affidamento di un appalto pubblico.
Interrogatorio di garanzia, questa mattina, per i due giovani licatesi implicati nell’operazione dei carabinieri, battezzata “Fire Killer”. Davanti al giudice per le indagini preliminari, Andrea Sanfilippo e Ignazio Callea, entrambi 26enni, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I legali dei due indagati, che devono rispondere a vario titolo di omicidio colposo, ricorreranno nei prossimi giorni al tribunale del riesame.
Colpevole di aver interrotto una relazione con una loro familiare, è stato pestato a sangue, ieri pomeriggio, un 19enne di Licata da tre suoi concittadini. L’intervento dei carabinieri ha scongiurato il peggio con l’arresto dei tre aggressori: un bracciante di 54 anni e una casalinga di 48, entrambi incensurati, e un pregiudicato di 26 anni, Angelo Carella. Gli indagati devono rispondere di tentato omicidio aggravato in concorso, lesioni personali e porto illegale di armi o oggetti atti ad offendere.
Porta sulla coscienza la pesante accusa di aver ucciso la nonna, Andrea Sanfilippo, giovane licatese di 26 anni arrestato questa notte dai carabinieri per omicidio colposo. È questo uno dei reati contestati all’indagato, trasferito nel carcere Petrusa, assieme ad Ignazio Callea, suo coetaneo che assumerebbe il ruolo di complice nella vicenda al centro dell’inchiesta. Secondo le indagini, Sanfilippo, che non condivideva il trattamento economico che la nonna,
L’assessorato regionale al Lavoro finanzierà tutti gli otto cantieri di lavoro, originariamente previsti, a favore del Comune di Licata, i cui progetti, assieme ad altri due di riserva, sono stati presentati nello scorso mese di dicembre. La conferma, in tal senso, è data dall’assessore comunale ai lavori pubblici, Giovanni Giambra, che ieri, accompagnato dal geometra Salvatore Augusto, dell’ufficio tecnico comunale, ha partecipato ad un apposito incontro tenutosi a Palermo
E’ bastato meno di un mese di indagini serrate ai carabinieri della compagnia di Licata per chiudere il cerchio sulla vicenda relativa alla sparatoria avvenuta lo scorso 8 febbraio in contrada Stretto a Licata. In quell’occasione una Fiat Ulisse non si sarebbe fermata ad un posto di blocco ed avrebbe speronato l’auto dei carabinieri dandosi poi alla fuga. Durante l’inseguimento durato alcuni chilometri, i banditi avevano fatto fuoco contro l’auto dei militari prima di terminare la loro fuga a causa dell’uscita di strada dell’auto.
Azzeramento della Giunta e verifica del programma. E’ quanto avverrà alla Provincia regionale di Agrigento se la vicenda relativa alla costruzione dell’aeroporto non dovesse andare in porto in tempi brevi. “Abbiamo centrato tutti i punti del programma con il quale ci siamo presentati agli elettori - ha dichiarato il presidente Eugenio D’Orsi - ad eccezione di uno: abbiamo risanatole casse della Provincia,
Gli agenti del commissariato di polizia di Licata stanno indagando sul ritrovamento di alcune munizioni nei pressi della chiesa della Madonna del Rosario. In un sacchetto sono state rinvenute 171 cartucce calibro 12 e due cartucciere di caccia, sequestrate dagli agenti nel corso di un servizio di controllo del territorio.
Un incontro si è tenuto, questa mattina a Palermo, per quanto riguarda la prosecuzione delle procedure per la realizzazione dell’aeroporto di Licata. L’assessore comunale Giuseppe Mulè, accompagnato dai tecnici comunali, e a quelli della provincia Regionale di Agrigento, sono stati ricevuti dall’assessore regionale al Territorio ed Ambiente, Roberto Di Mauro e dal dirigente tecnico dell’assessorato.