Con la fuoriuscita dell’Udc dalla maggioranza di centrodestra alla Regione, oltre che in Giunta, le estromissioni dello scudocrociato stanno avendo ripercussioni nei cosiddetti sottogoverni. Una nuova mappa si sta ridisegnando in queste ore in Sicilia, e così anche in provincia di Agrigento.
Intanto all’Ato Rifiuti Ag2 nella città capoluogo. Anche se l’affaire è considerato una vera e propria patata bollente, nessuno si mostra timido ad occupare la presidenza finora monopolio, in tutta l’Isola, dell’Udc.
Gaetano Mancuso chiude la stagione degli uomini di Cuffaro, e tra i papabili successori non si trova un accordo. I più accreditati sono Aldo Piscopo per il Pdl e Giuseppe Pendolino per l’Mpa. In attesa dell’accordo, ieri sera non si è potuto insediare neanche il nuovo Cda. L’occupazione più ghiotta comunque rimane quella della sanità. Il primo a farne le spese per l’Udc in provincia di Agrigento nei prossimi giorni sarà il manager Giuseppe Di Carlo.
E qui, l’Mpa sembra che non accetti compromessi con nessuno: alla direzione generale dell’azienda sanitaria locale di Agrigento potrà insediarsi solo un autonomista. Nella strategia di allineamento si fanno insistenti le voci di un’autorevole collocazione del canicattinese Aldo Manganaro. L’Udc teme anche un colpo di coda del presidente della provincia, Eugenio D’Orsi impegnato in queste ore nella cosiddetta rimodulazione di deleghe nella sua Giunta, una brutta copia forse del rimpasto voluto da Lombardo a livello regionale.
Una posizione importante, detenuta da anni dallo scudocrociato, è quella dell’Area di Sviluppo Industriale presieduta al momento dall’ex assessore provinciale Stefano Catuara. Insomma si preannuncia un’estate davvero calda nei rapporti egemonici conquistati dall’Udc in seno al centrodestra.

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